AAN160047-Basilio-rugiada-png
03 Mar

Vi presentiamo le Favole di Baby Interior Design, i racconti della vostra carta da parati preferita. Leggetele ai vostri bambini prima della buonanotte!

Basilio

Tra le verdi montagne del Sichuan viveva Basilio, un tenero cucciolo di panda che amava trascorrere gran parte delle sue giornate seduto tra i fiori, a contemplare la natura. Era sempre di buon umore, ed anche quando andava incontro a qualche difficoltà trovava sempre il modo di sorridere ed essere sereno. Tuttavia, questo inguaribile ottimismo pareva irritare gli altri animali, che erano più concentrati a badare ai loro problemi ed a preoccuparsi di quello che non avevano. È per questo che Basilio era spesso oggetto di occhiatacce e maldicenze, ma non pareva importargliene. Per ogni cattivo gesto che riceveva, lui si voltava ed andava a raccogliere delle deliziose bacche; per ogni brutta parola a lui rivolta, si fermava a parlare con qualcuno di più gentile; per ogni dispetto che gli veniva fatto, si incantava ad annusare un fiore. E sembrava, sempre e comunque, non esserci nessuno più felice di lui.

Nessuno sapeva spiegarsi come e perché quel panda potesse permettersi di oziare in quel modo. Eppure c’era sempre così tanto da fare per tutti! D’estate, ad esempio, bisognava andare a cercare scorte per le stagioni fredde; le tane necessitavano sempre di essere riparate per via della pioggia, del vento o di qualche altro inconveniente; nei ruscelli talvolta non fluiva acqua sufficiente per abbeverare tutti; queste e tante altre preoccupazioni, che erano all’ordine del giorno per tanti altri animali, non sembravano toccarlo minimamente. Quando infatti qualcuno gli faceva notare un problema, Basilio rispondeva: “Hai ragione, ci penserò sopra”, finendo invece per addormentarsi su un soffice cumulo di erba; e se gli si faceva notare come non avesse ancora trovato un riparo per l’inverno, il panda replicava: “Grazie, ma c’è ancora tempo. E poi ora sto andando a godermi l’aroma delle piante di tè verde, che sono in fioritura. Sapessi che profumo!”.

Sembrava non esserci modo per gli altri animali delle montagne di far ragionare quel panda così cocciuto, dal momento che ogni tentativo di fargli comprendere la necessità di badare alle cose importanti non andava a buon fine. Fu così che un giorno, dopo aver visto Basilio ancora una volta sonnecchiare a pancia all’aria, gli animali si riunirono e decisero di andare tutti insieme a cantargliene quattro, nella speranza di fargli trovare un po’ di buon senso. “Svegliati, lazzarone di un panda!” urlò a nome di tutti un uccellino dalla voce acuta, facendo svegliare di scatto il povero Basilio. “Non vedi che è già pomeriggio inoltrato e tutti si stanno dando un gran da fare? E tu sei lì a poltrire, a sgranocchiare il bambù, o a canticchiare una canzoncina?” “E dunque?” chiese il panda ancora assonnato. “E dunque non ne possiamo più di vederti così!” ribattè l’uccellino, ancora più arrabbiato.

Al che il buon Basilio si stropicciò gli occhi  e si alzò in piedi, con molta calma e senza scomporsi. Si guardò intorno, osservando uno ad uno tutti quegli animali tanto arrabbiati con lui: gli stavano dando davvero delle brutte occhiatacce! Fece dunque un lungo respiro, ma decise che a stare in piedi si faceva tanta fatica, e si sedette nuovamente a terra; e dopo qualche secondo, sorrise. “Sapete” disse il panda “forse avete ragione. Oggi si è già fatto tardi, ed è meglio che mi metta a cercare delle provviste, o tra poco sarà già buio. Però ho il sospetto che tutte le volte che vi lamentate voi non facciate molta attenzione, e che non vi accorgiate che io la mia parte di lavoro la sbrigo sempre, forse però in momenti diversi dalle vostre abitudini. Ad esempio la mattina presto, quando è quasi l’alba e voi state ancora dormendo.”

“E volete sapere una cosa? Vedere il sole sorgere dalle montagne ad est è davvero uno spettacolo magnifico. Vedete, io ammiro molto il vostro impegno nel lavoro, e siete tutti molto bravi, dico davvero. Ma siete così indaffarati nelle vostre faccende, a risolvere tanti di quei problemi e a rincorrerne degli altri nuovi, che finite per essere sempre tristi ed arrabbiati, e non vi fermate mai a riposare e vivere la vita, ad osservare un fiore sbocciare o a raccontarvi qualcosa di buffo. E questo non l’ho mai capito, e nemmeno lo capirò un giorno. Forse, appunto, vi dà fastidio vedere qualcuno che non si pena come voi. Ma c’è sempre tempo per cambiare.” E così dicendo, Basilio salutò con grande gentilezza, voltò le spalle ed andò a sbrigare qualche faccenda, sempre con la calma che lo contraddistingueva e fischiettando un allegro motivetto, lasciando tutti senza niente altro da aggiungere.

E da quel giorno gli animali, chi più chi meno, abbandonarono i loro musi duri e cominciarono a prendere la vita con più serenità, con buona gioia anche di Basilio, che finalmente trovò qualcuno con cui condividere la bellezza delle montagne.

Leave a comment